Chi siamo

I Carmina Gaelica nascono nell'anno domini 2010, dopo ben dieci anni di attività non ufficiale. L'anima del gruppo è la fusione di due spiriti, diversi, ma che si intrecciano nei meandri nebbiosi della storia e soprattutto della leggenda; e il nostro nome ne è il principale testimone. Carmina Gaelica vuole essere richiamo di "Carmina Burana", infatti, ma anche di "Carmina Gadelica".

I "Carmina Burana" sono testi poetici, per la maggior parte musicati, contenuti in un importante manoscritto del XIII secolo: il Codex Latinus Monacensis. Tale codice deve l'origine del suo nome al luogo ove sono stati custoditi: il convento Benediktbeuern, l'antica Bura Sancta Benedicti fondata intorno al 740 da San Bonifacio, nei pressi di Bad Toolz in Baviera; acquisendo invece il loro titolo definitivo in occasione della prima pubblicazione, ad opera dello studioso Johann Andreas Schmeller nel 1847.
E' composto da 112 fogli di pergamena decorati con preziose miniature, che presentano in tutto 315 componimenti. Di 47 di questi, i frati amanuensi riportano la linea melodica, ma quasi certamente dovevano essere tutti destinati al canto.
Le tematiche trattate sono varie, tanto che il codice risulta suddiviso in quattro sezioni: i Carmina Moralia, satirici e morali; Carmina Veris et Amoris, di argomento amoroso; Carmina Lusorum et Potatorum, dei divertimenti e del bere; Carmina Divina, moralistico sacrale. Nonostante la poliedricità dei temi trattati, il carattere di fondo dei componimenti è unico: la Goliardia, caratterizzata da inni bacchici e conviviali, poesie d'amore ad alto contenuto erotico, parodie blasfeme della liturgia, accompagnate da una sferzante condanna della curia romana, all'interno della quale molti membri erano sempre e solo dediti alla ricerca del potere e della ricchezza.
Gli autori di questi testi sono i cosiddetti "Clerici vagantes" ("Chierici Vaganti"), ovvero gruppi di studenti girovaghi che, nel Basso medioevo, solevano spostarsi in tutta Europa per poter seguire le lezioni che ritenevano più opportune. Tuttavia la loro vita irrequieta e la condotta morale discutibile, nonché la loro presa di posizione contro la corruzione delle autorità della chiesa romana, attirò su di loro le ire degli ambienti ecclesiastici.
E' all'attendibilità delle fonti storiche, dei manoscritti, delle antiche tradizioni locali tramandate attraverso le generazioni che vogliamo attingere nel costruire i nostri spettacoli.
Ed è proprio lo spirito spensierato degli antichi goliardi che accende la nostra passione nel creare e nel presentare le nostre produzioni, i nostri concerti, ma soprattutto la nostra presenza scenica di strada.

Più che rappresentare il medioevo, a noi piace viverlo!

 

I "Carmina Gadelica" sono invece una raccolta di preghiere, inni, benedizioni, incantesimi, poemi e canzoni tradizionali proprie del folklore delle regioni di lingua e tradizione gaeliche della Scozia.
Gli "Ortha nan Gaidheal", i "Canti dei Gael", furono raccolti, tradotti e pubblicati in sei volumi tra il 1855 e il 1910 ad opera dello studioso Alexander Carmichael (1832-1912), ma la loro origine è davvero antichissima.
Rappresentano, infatti, una testimonianza unica e straordinaria della cultura celtica delle isole britanniche, nata e sviluppatasi attraverso i secoli dalla notte dei tempi, sopravvissuta all'invasione romana prima e alla cristianizzazione poi, fino alla fine dell'invasione vichinga. 
E' dunque una tradizione millenaria, rimasta in vita per lungo tempo unicamente affidata alla memoria e alla recitazione dei bardi. Costoro erano personalità estremamente importanti nelle società celtiche: costituivano insieme a druidi e vati la classe religiosa. Erano i conservatori del sapere del popolo; erano cantori raminghi, rapsodi, suonatori, giullari dotti, narratori di gesta eroiche e di antiche leggende. Trasportavano notizie da un luogo ad un altro e narravano avvenimenti di terre lontanissime ed irraggiungibili per chi li ascoltava. Grave sventura recava non ospitare un bardo in viaggio o negargli acqua e cibo, per questo motivo erano tenuti in grande considerazione e rispetto e venivano accolti anche nei castelli dei lord.
Per esser chiari, possiamo paragonarli, in tempi successivi e in luoghi diversi, ai nostri menestrelli. Medievali, appunto.
Ma non dobbiamo dimenticare che le tradizioni celtiche sono vicine a noi più di quanto possiamo immaginare. Se i nomi Salassi e Taurini, Insubri e Leponzi non vi dicono gran che, sappiate che molto probabilmente il loro sangue vi scorre nelle vene e le loro storie sono incise nella nostra memoria; poiché erano qui, proprio su queste terre dove siamo ora, molto tempo prima di noi.
Ed è così, tra una sonata ed una storia narrata; attraverso una rappresentazione scenica o una festa organizzata in onore di antiche tradizioni, che vogliamo mantenere viva quest'anima profonda e solo apparentemente lontana di noi.
Insieme, queste due origini, plasmano ciò che il nostro gruppo vuole essere: l'unione tra storia medievale e cultura e tradizioni celtiche; tra attendibilità storica e antico mito tradizionale.
Anche la forma espressiva si divide in due: il canto e la musica da una parte, la rappresentazione teatrale e scenica dall'altra.

L'essere semplici figuranti per noi non esiste, noi viviamo ciò che rappresentiamo!

 

I Carmina Gaelica sono, per voi: Luisa Bruno, Gianluca Cipolla, Consuelo Falzoi, Roberta Fortis, Diana Freddi, Roberto Luttino, Roberto Masseroni, Pamela Palozzi

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